Riconoscimento di un nuovo settore
e delle sue figure professionali
Le professioni
per il benessere e la migliore qualità della vita, sono professioni “nuove” che
soddisfano nei modi più vari l’esigenza forte e chiara degli esseri umani di
quest 'epoca, di vivere in
una situazione di benessere. Il
loro successo ed affermazione nascono proprio dalla realtà e ricchezza del
bisogno umano di benessere, che richiede approcci diversi ed articolati .
Gli approcci non sono sanitari, non pongono l’attenzione sulla cura delle
malattie, né osservano le patologie. L’opera di questi professionisti,
affiancabile ad un lavoro medico terapeutico,in caso
di malattie, non è mai sostitutivo
di queste, e deve essere considerata in modo distinto ed autonomo. Fino ad oggi,
si è stentato a comprendere che esiste un amplissimo
settore professionale, fuori del campo sanitario e che opera sull’ampio
ventaglio dell’espressione globale della persona. La richiesta di mercato per
questi servizi, negli ultimi anni è aumentata in modo esponenziale e ha
registrato e registra , un continuo aumento di fatturato che pone le professioni per il
benessere come uno dei settori economici in maggior espansione . Le professioni
per il benessere e la migliore qualità della vita, nate, sviluppate, strutturate, organizzate in associazioni nazionali e
affermate nella società, in modo assolutamente spontaneo ed autonomo, senza
alcun intervento dello Stato, hanno significato e significano nuove
possibilità di lavoro e risposte
adeguate ai bisogni delle persone, senza alcun onere per lo Stato. A livello
istituzionale, le professioni per il benessere e la qualità della vita stanno
“scontando” proprio la loro “novità” e il loro non essere inquadrabili tra le
professioni esistenti. Quello che a livello sociale è il maggior motivo del loro
successo diventa , a livello istituzionale, un handicap
e le istituzioni hanno, come spesso accade, difficoltà ad accettare e
riconoscere la novità e una “strutturazione” già avvenuta ed affermatasi in
Italia ed in Europa . La società ha già accettato e riconosciuto queste
professioni, ha consentito loro di vivere e di espandersi, ne ha accettato e
riconosciuto come valida la formazione, l’ambito operativo e l’organizzazione
associativa: da più di trent’ anni, in Italia tutto
questo esiste ed opera . Le Associazioni nazionali dei professionisti e delle
scuole di formazione in Shiatsu – Biopranoterapia -
Riflessologia del piede e della mano – Naturopatia -
Kinesiologia Specializzata – Yoga - Tai Chi Chuan - Biodinamica Cranio
Sacrale - Floriterapia, riunite della I.A.S. Interassociazione
delle Arti per la Salute, chiedono che tutto questo venga “visto”: che si prenda
atto di una realtà importante economicamente e socialmente, già sviluppata ed organizzata, abituata
a confrontarsi con il mercato ed a vincere solo grazie alla sua qualità,chiedono
che le istituzioni “vedano”
l’importanza di queste professioni nuove che non hanno avuto bisogno di
aiuti economici per nascere, perché nate dall’entusiasmo dei suoi professionisti e dalla reale domanda del
mercato e che oggi rappresentano per i giovani importanti nuove possibilità di
lavoro e per moltissimi uomini e
donne di qualsiasi età, una possibile alternativa ad un lavoro non soddisfacente
o alla mancanza dello stesso. Le attuali modalità
di formazione facilitano queste
reali e nuove possibilità lavorative; chiedono che le istituzioni “vedano” che
il loro successo e capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini, nascono
dalla loro grande elasticità, dalla possibilità di adeguarsi rapidamente, con
continui aggiornamenti, alle
molteplici e nuove richieste di benessere; chiedono che le istituzioni “vedano”
che la formazione di questi professionisti necessariamente diversa, particolare,
non solo accademica, ma pratica, artigianale e raffinata, basata soprattutto su
un costante lavoro di ricerca e di miglioramento personale. Formazione per
questo individuale, che si avvale dell’ampiezza delle proposte formative delle
varie scuole, pur nell’ambito degli standard formati obbligatori, fissati dalle associazioni di categoria;
chiedono che qualsiasi regolamentazione parta dalla presa d’atto della loro
esistenza e della validità dell’attuale struttura organizzativa, che ne ha
determinato il successo;chiedono
che le istituzioni si rendano conto che le attuali strutture legislative sono
state pensate per altre professioni, con caratteristiche molto diverse e non si
adattano a questo nuovo mondo professionale. Il loro utilizzo, in sede di regolamentazione ne determinerebbero lo snaturamento,
facendogli perdere proprio quelle caratteristiche che ne hanno determinato il
successo. Esse chiedono che le istituzioni “vedano” che qualsiasi regolamentazione dovrà quindi essere “leggera”, senza
strutture burocrati che “ingessino”
blocchino il naturale e indispensabile evolversi di queste professioni, che sono
vive ed in continuo movimento d’approfondimento; chiedono che le istituzioni
difendano il patrimonio sociale e culturale di queste nuove professioni, che non
richiedono aiuti finanziari o ambiti d’esclusiva, ma chiedono solo di essere
protette contro chi, visto il loro successo e la loro affermazione, oggi preme
perché siano attribuite in esclusiva a professioni già esistenti, anche se
attualmente non sono ricomprese nel loro profilo
professionale e nel loro iter
formativo. e professioni per il benessere e la qualità
della vita, riunite nella I.A.S. chiedono di essere
regolamentate in un nuovo settore, riconoscendo alle loro associazioni
professionali la facoltà di certificare la qualità dei propri associati, e di stabilire gli
iter formativi necessari e a tutela dell’utenza e degli attuali e futuri
professionisti.
Tratto da: "Documento
dell'Interassociazione arti per La salute per il riconoscimento di un nuovo
settore e delle sue associazioni"
presentazione convegno colap 2004 Roma